E dopo le feste un bel dolcetto non guasta mai!

Carissimi amici di vallimon regalesi, dopo giorni di feste, accompagnate da pranzi e cena di ogni tipo, la nostra redazione ritorna più in forma di prima, nonostante qualche chilo di troppo. Del resto come rinunciare a tutte quelle prelibatezze che accompagnano ogni anno le feste natalizie? Quindi è giunto il momento di rimettersi in forma e quindi vi aspetterete una bella ricettina dietetica senza grassi per disintossicare il nostro organismo.

Ebbene si…., anzi no, in controtendenza a tutto quello che si sente nei telegiornali, si vede nei vari siti di cucina, (anche noi abbiamo la nostra sezione di ricette), in tutte le rubriche del mangiar e star bene, siamo tornati per proporvi un dolce veramente ottimo e dal nome invitante: ‘il cioccolatino’ un concentrato di cioccolato fondente da servire a quadratini, una vera delizia per il nostro palato. Non certo un dolce dietetico, ma mangiato nelle giuste dosi non può far altro che darci piacere senza troppo guastare la nostra linea. Magari, importante, come ci dicono tutti i nutrizionisti ed esperti del settore, è aumentare l’attività fisica per bruciare qualche peccatuccio di gola. Passiamo alla ricetta tra l’altro molto semplice, ma vi assicuro di garantito successo.

INGREDIENTI:

  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di zucchero
  • 200 gr di burro
  • 4 uova
  • 3 cucchiai di farina
  • 1 pizzico di sale
  • Zucchero a velo

PREPARAZIONE:

Mettete il cioccolato fondente in un pentolino e fatelo fondere a fuoco basso aggiungendo due cucchiai di acqua tiepida; continuate a mescolare con un mestolo fino a quando il cioccolato non si sarà fuso completamente. A questo puntoaggiungete il burro e lo zucchero e continuate a girare fino ad amalgamare il tutto. Togliete dal fuoco e versate il cioccolato fuso con il burro e lo zucchero in un recipiente. Separate le chiare dai tuorli d’uovo, e aggiungete quest’ultimi al composto dopo averli un po’ sbattuti con l’aiuto di una forchetta: mescolate ancora. Montate le chiare a neve (con una forchetta o con delle fuste) aggiungetele di nuovo al composto insieme ad un pizzico di sale; girate lentamente con una forchetta con il movimento usato per montare le chiare a neve e aggiungetei 3 cucchiai di farina, continuando a girare. Infine versate il composto in una teglia da forno usando della carta da forno o in alternativa ungendo la teglia con del burro: considerate che la teglia non deve essere molto grande (circa 30 cm di diametro se tonda): l’altezza del vostro composto versato nella teglia dovrà essere di circa 2 cm. Infornate per 20 minuti a 180°. Una volta cotto fate raffreddare, toglietelo dalla teglia e mettetelo in un vassoio; cospargetelo di zucchero a velo e tagliatelo a piccoli quadratini di circa 2 cm. Siete pronti per servire in tavola il vostro cioccolatino.

Ricominciano i lavori contro il volere degli abitanti

All’inizio di questo mese sono ricominciati i lavori per la costruzione del sistema di comunicazione satellitare americano, nell’isola siciliana con esattezza a Nuscemi. Molti attivisti sono tornati, dopo molti scontri durante gli ultimi due anni, nuovamente sul piede di guerra, decisi a tentare di fermare l’edificazione di questo mostro di metallo. Si tratta infatti di un enorme antenna,  facente parte del sistema di comunicazioni MUOS. Quella che sta per essere terminata in Sicilia è la 4 antenna terrestre, con altrettanti satelliti mandati in orbita. Queste parabole giganti serviranno per facilitare la comunicazione e la raccolta dati delle truppe americane in giro per il mondo.

Le altre tre antenne si trovano in Australia, nel sud-est della Virginia negli Stati Uniti e alle Hawaii. La nostra antenna, la quarta, si trova vicino ad un centro abitato, a differenze delle altre che invece sorgono in mezzo al deserto e quindi ben lontane dalle persone. I lavori sono stati interrotti diverse volte, per vari accertamenti sulla possibilità che le antenna danneggiassero la salute dei cittadini e l’ambiente circostante, ma alla fine lo Stato si è messo dalla parte dei Marines e ha deciso di perseguire i lavori di costruzione. Questo anche sapendo, come accertato dall’università di Torino, che le radiazioni delle antenne possono provocare seri problemi alle persone che vivono in quelle zone.  Per fare un esempio, i cittadini sono esposti ad un rischio molto elevato di tumori, malformazione dei feti e leucemia sia per gli adulti che per i bambini. Ma questi, come al solito, riescono a diventare dettagli irrilevanti per le nostre istituzioni votate per rappresentarci.

Inoltre la stazione è stata costruita nel bel mezzo di un sughereto, che è una riserva protetta tutelata da norme paesaggistiche e di salvaguardia naturale. Ma nemmeno la distruzione della propria terra sembra aver fatto cambiare idea alle istituzioni locali, e a quelle nazionali quando interpellate. Un ulteriore rischio che potrebbe causare il raggio dell’antenna, è quello di disturbare i voli del vicino aeroporto civile di Catania. Infatti la forte frequenza delle onde potrebbero collidere con le comunicazioni tra piloti e torri di controllo.

Testimoni dell’altissima possibilità di malattia causato da queste enormi costruzioni i soldati italiani che per un periodo hanno pattugliato le antenne considerate zona militare. Uno di loro in particolare, Salvatore Ferlito, è attualmente malato di leucemia melodie cronica. Durante un intervista racconta che, durante i controlli vicino alle antenne, non gli era stato fornita nessuna protezione, e che vi erano già dei segnali visibili di qualcosa che non andava. Infatti, lui e i suoi colleghi, durante i pattugliamenti, avevano spesso la gola secca, capogiri e forti mal di testa. Inoltre notarono anche che gli uccelli che entravano nel perimetro delle antenne, rimanevano completamente storditi e cominciavano a volare in maniera confusa e irregolare.

Questa decisione di prosecuzione dei lavori arriva dopo tutto lo scandalo delle intercettazioni eseguite dagli americani in tutta l’Europa. Ma questo non sembra essere un dato rilevante,  dal momento che continuiamo a esaudire qualunque richiesta degli Stati Uniti.

Da sottolineare che l’Italia, e tutti i suoi rappresentanti, hanno sempre lasciato un enorme margine di manovra agli americani. Perfino quando le loro decisioni portano alla possibile morte dei nostri connazionali e alla distruzione del nostro bel paese, i nostri “rappresentati”, voltano la testa e annuiscono in silenzio.

La storia di Peppino Impastato!

Verso le ore 1 del 9 maggio 1978, 39 anni fa, un ordigno esplosivo collocato sulla ferrovia tra Trapani e Palermo uccise Giovanni Impastato, giornalista e attivista italiano di appena 30 anni.
Le Forze dell’Ordine, la magistratura e la stampa parlarono subito di un atto terroristico: sostenevano che Impastato avesse voluto far esplodere una carica di tritolo sui binari, ma che fosse rimasto vittima della sua stessa bomba. Amici e familiari della vittima venivano interrogati e accusati di essere complici dell’attentato, sulla base di questa a dir poco surreale ricostruzione dei fatti. In realtà tutti sapevano che cosa era successo e qualcuno ebbe anche il coraggio di scriverlo sui muri della città di Palermo: “Impastato è stato assassinato dalla mafia”!

Giuseppe Impastato, detto Peppino, nasce a Cinisi, in Provincia di Palermo, il 5 maggio 1948. La sua famiglia era mafiosa: sia suo zio, sia altri parenti erano mafiosi, il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella.
Ancora ragazzo, Peppino litiga con il padre: non condivide quello stile di vita. Scappa di casa e incomincia ad impegnarsi in ambito politico e culturale per combattere la mafia.  Nel 1965 fonda un suo giornale, che chiama “L’idea socialista”. Dieci anni dopo costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge appunto attività culturali. Nel mezzo Peppino lotta al fianco di contadini, edili e disoccupati, le cui terre venivano espropriate per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo.

Il suo attivismo arriva al culmine nel 1977, quando fonda “Radio Aut”, una radio libera e autofinanziata, che Peppino utilizza per denunciare ogni giorno gli affari dei mafiosi della sua zona, Cinisi. In particolare il suo bersaglio è il capo mafioso Gaetano Badalamenti, responsabile appunto della gestione dell’aeroporto di Palermo, fulcro dei traffici internazionali di droga in cui Badalamenti ha un ruolo di primo piano.
La radio acquista notorietà, anche grazie a idee come Onda Pazza, trasmissione satirica che sbeffeggia mafiosi e politici.

Nel 1978 Peppino decide allora di candidarsi alle elezioni comunali. La sua campagna elettorale procede a gonfie vele fino a quella tragica notte tra l’8 e il 9 maggio. Al funerale di Impastato partecipano più di mille persone provenienti da tutta la zona di Palermo. I suoi compagni, i suoi seguaci e i suoi sostenitori non ci stanno ed incominciano una lunga battaglia per far emergere la verità. L’opinione pubblica aveva trascurato la vicenda, a causa dell’omicidio di Aldo Moro, avvenuto lo stesso giorno. Le stesse Forze dell’Ordine avevano appunto ignorato, forse volontariamente, ogni possibile pista di indagine. Sono gli amici stessi di Peppino a sostituirsi in questo ruolo ed indagare a fondo sull’accaduto. Scoprono che il tipo di ordigno esploso, era lo stesso utilizzato dai mafiosi nelle cave. Soprattutto riescono a trovare il casolare in cui Peppino era stato portato e picchiato fino alla morte o quasi. I mafiosi avevano poi simulato l’attentato per depistare le indagini. Nel casolare vengono individuate delle pietre con macchie di sangue. Ai suoi compagni tocca anche l’inquietante compito di raccogliere i resti del corpo di Peppino, che però risulteranno decisivi per la risoluzione del caso.

Già 48 ore dopo l’attento, il Centro Siciliano di documentazione di Palermo presenta un esposto alla procura in cui sostiene che Peppino è stato assassinato.  Nello stesso giorno il medico legale Ideale Del Carpio smonta in università la tesi dell’attentato e del suicidio. Intanto Umberto Santini tiene l’ultimo comizio elettorale al posto del suo amico Peppino e accusa i mafiosi, e soprattutto Badalamenti, di essere i responsabili dell’omicidio.
Il 16 maggio la madre di Peppino, Felicia Bartolotta, e il fratello Giovanni, inviano un esposto alla Procura indicando Badalamenti come mandante dell’omicidio. La gente fa sentire il suo appoggio ed alle elezioni comunali Impastato viene eletto consigliere comunale con 260 voti, nonostante sia morto.

Grazie a tutta la documentazione raccolta e alle denunce presentate, nel luglio dello stesso anno viene riaperta l’inchiesta giudiziaria. Il 9 maggio del 1979, nel primo anniversario del delitto, viene organizzata la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il Paese. Nel maggio 1984 il Tribunale di Palermo riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però a ignoti. Nel 1992 lo stesso tribunale decide però per l’archiviazione del caso, escludendo la possibilità di individuare i colpevoli. Il Centro di documentazione siciliana, diventato nel frattempo Centro Impastato, non si arrende.  Dopo due anni di lavoro, presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta.
Le vicende giudiziarie si susseguono ancora per anni, fino alla fatidica data del 5 marzo 2001, quando Vito Palazzolo viene riconosciuto colpevole dalla Corte d’Assise e condannato a 30 anni. L’11 aprile 2002 anche Gaetano Badalamenti viene condannato, ma all’ergastolo.

La lotta di Peppino Impastato e poi dei suoi compagni, rimane tutt’ora uno degli esempi più limpidi di opposizione agli orrori mafiosi. A lui sono stati dedicati sia un film sia una canzone, entrambi chiamati “100 passi”, ossia la distanza che divideva la casa di Peppino da quella di Badalamenti, il capo mafioso che lo ha ucciso. Peppino non è scappato, non si è allontanato, ha deciso di rimanere lì a urlare, a lottare, a difendere: ha pagato con la vita per i suoi ideali, che però non moriranno mai.

Vuoi leggere un ebook? Fallo nel modo giusto e scoprine i vantaggi

Se anche tu come me ami leggere e ami leggere generi diversi, autori vari, argomenti che spaziano dai racconti alle biografie, dal fantasy ai manuali di crescita personale allora prendi un bicchier d’acqua e rilassati. Sto per darti una pessima notizia!

Tutta la tua vita non ti basterà per leggere tutti i libri scritti esistenti e neppure quelli che vorresti leggere!

Questo è un dato di fatto. E allora come faccio a scegliere tra le infinite proposte letterarie? Alcune persone scelgono per passaparola, altre scelgono per autorità di quell’autore o di quella casa editrice, altre solo per pura passione o per curiosità, altre infine per necessità di risolvere un problema… e tu hai mai riflettuto come scegli i libri da leggere?

Per selezionare la miglior scelta possibile nel palinsesto editoriale ho pensato di regalarti alcuni indizi utili a capire se un determinato ebook è di tuo interesse.

3 super indizi  per scoprire se l’ebook vale la pena di essere letto

Premesso che, quasi ogni autore merita di vedere la sua opera pubblicata, anche se a volte facciamo davvero fatica a rendere presentabile un’opera che pur dai contenuti buoni viene presentata in maniera disastrosa, la stessa opera merita di essere letta solo da chi è veramente interessato a quell’argomento. Per questo motivo su italiaebook.it trovi:

  • il primo capitolo di ogni ebook gratis
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Questa si che è una bella bussola per selezionare il miglior ebook da leggere!

Se sei un accanito lettore, dai spazio alla tua fantasia e alla tua sete di sapere, investi bene i tuoi soldi e il tuo tempo, scegli fra le decine di ebook presenti, seleziona i volumi che più ti interessano.

Bene, allora mi faccio da parte e lascio il terzo indizio nelle mani degli autori che vogliono farsi conoscere e avvicinarsi al loro pubblico perfetto.

Non mi resta che augurarti buona esplorazione del sito e del blog e naturalmente: buona lettura!

Vuoi sapere perché la Fiamma Sacra non doveva spegnersi mai?

Ogni cultura antica aveva una fiamma sacra ed essa non doveva spegnersi mai. A Roma bruciava al centro del Foro, nel tempio dedicato alla dea Vesta, nella città di Troia illuminava la statua di Pallade Atena e in Grecia svettava al centro di ogni città.

Suona sciocco tutto ciò alle tue orecchie, certo tu sei abituato ad avere il fuoco quando vuoi e in ogni forma e misura, però ricordati che anticamente la fiamma veniva accesa con il lento sfregamento di due bastoncini. Un po’ tedioso e flemmatico da ripetere ogni volta, soprattutto in un periodo in cui i fuochi erano necessari per la sopravvivenza. Ecco perché la necessità di avere una Fiamma Perenne. Ma dove ha la sua origine e perché chiamarla Sacra?.

La Fiamma Sacra: dove nasce e perché?

Il momento preciso della nascita della Fiamma Sacra si è perso nel tempo. La storia che si tramandava da padre in figlio, da madre in figlia era sempre la stessa. Le fiamme che bruciavano perenni erano l’eterno ricordo dell’amore di una giovane dea che aveva deciso di mettersi a protezione del nucleo familiare e del nucleo cittadino.

La dea Estia, di una bellezza sconvolgente, chiese al fratello Zeus di poter essere la custode della famiglia e in eterno la sua essenza divina sarebbe stata accanto agli uomini tramite una fiamma che non si sarebbe spenta mai.

Dove c’era la Fiamma Sacra, c’erano calore e vita, una luce contro le tenebre e il calore di una famiglia

I primi fuochi dedicati a questa dea, della quale nessuno conosceva il volto, erano in bracieri rotondi, così come rotondi erano i templi a lei dedicati. Non vi era città in cui non bruciasse la Fiamma Sacra e non si dava inizio a nessun tipo di progetto se prima la Fiamma non avesse benedetto il lavoro. Se una coppia di sposi andava a vivere nella loro nuova casa, la madre della fanciulla accendeva una torcia dal grande braciere e donava la Fiamma Sacra alla nuova famiglia.

Quando nasceva un bambino, dopo nove giorni si portava al tempio di Estia e tenendolo in braccio si girava intorno al Fuoco Sacro e così si benediva la sua entrata nel nucleo cittadino. La Fiamma Sacra univa tutti in un’unica grande famiglia.

Se un gruppo di persone se ne andava per voler fondare una nuova città, Estia e la Fiamma li seguivano, così da creare un legame eterno col vecchio mondo.

Chi erano le custodi della Fiamma Sacra?

Custodi della Fiamma erano solo donne. Da secoli e secoli l’essenza della dea Estia non poteva essere toccata da mani maschili.

Quando Roma fu fondata, il primo tempio ad essere costruito fu in onore di Estia, che da quel momento assunse un altro nome e le fu consacrato il primo ordine di sacerdotesse: le Vestali. Ad esse fa dato il compito di accendere il braciere al centro del tempio, col sacro fuoco che Enea aveva portato con se dalla città perduta di Troia.

Loro rappresentavano la dea sulla terra e come la dea erano votate alla verginità fin quando restavano al suo servizio. Erano considerate al di sopra della legge ed erano le custodi non solo della Fiamma Sacra ma dell’intera città di Roma, se una di esse però veniva meno al suo giuramento o faceva spegnere il fuoco le conseguenze erano orribili.

La Fiamma era troppo importante e perderla era come veder morire la propria madre

La Fiamma Sacra esiste ancora oggi?

Oggi un fuoco è semplicemente un fuoco per noi, i templi sono stati distrutti e il ricordo della Fiamma Sacra si è perso nei secoli.

Si pensa che sia stata spenta per sempre ma non è così. La dea senza volto e la sua fiamma perenne di amore hanno solamente accettato il cambiamento ed ora sfavillano sotto altri nomi e in altri templi. Che siano essi chiamate chiese, o moschee o sinagoghe vi è sempre una Fiamma Sacra che non si spegne mai, per ricordarci che siamo parte di un’unica scintilla divina.

Una Fiamma Sacra, quella di Kildere, la puoi scoprire nel romanzo Il Sigillo sul Cuore dove attraverso la fantasia ho creato una magica storia d’amore come non l’hai mai letta. L’amore lo strumento più potente che esista è la Fiamma Sacra di questo viaggio nella mitica Avalon.

TEST IMPOSSIBILE – Quanto ne sai su Death Note?

Se uccidi un uomo sei un assassino…
…se ne uccidi dieci sei un mostro…
…se ne uccidi cento sei un eroe…
…se ne uccidi mille sei un conquistatore…
…se ne uccidi a migliaia sei un DIO”
Brr, che paura!

Fan di Death Note, a raccolta!

Che siate team Light o team Elle, poco importa. Questo test è per voi!

  1. Perché gli Shinigami scrivono i nomi dei mortali sul Death Note?

 

  1. Per allungarsi la vita
  2. Per noia
  3. Perché sono predestinati a farlo
  4. Perché glielo ordina il padrone
  1. Di quale morte muore la persona segnata sul Death Note?

 

  1. Qualsiasi
  2. Soffocata
  3. Infarto
  4. Inspiegabile

 

  1. Qual è la prima regola del Death Note?

 

  1. Dopo la loro morte, vi è il nulla
  2. Prima o poi tutti gli esseri umani muoiono, senza alcuna eccezione
  3. Se il Death Note viene bruciato, distrutto o altrimenti danneggiato in qualsiasi modo, a scopo di renderlo inutilizzabile tutti quelli che hanno toccato quel Death Note moriranno
  4. L’umano il cui nome sarà scritto su questo quaderno morirà

 

  1. In che lingua è scritto il Death Note?

 

  1. Giapponese
  2. Inglese
  3. Rune Antiche
  4. La lingua cambia in base a chi trova il quaderno

 

  1. Come si chiamano i due investigatori che succedono Elle?
  2. Near e Mello
  3. Near e Bello
  4. Sear e Jello
  5. Sear e Mello

Lo so, la scomparsa di Elle è un trauma da quale non ci si può riprendere. Ma che ne pensi di lenire il dolore con questo Chibi Elle?
Puoi personalizzarne la posizione, le espressioni e persino cambiarne la faccia!
Che aspetti?

  1. Qual è l’unica frase che dicono sia Light che Elle esattamente allo stesso modo?

 

  1. Io sono un genio
  2. Io sono tuo amico
  3. Io vincerò
  4. Io sono la giustizia

 

  1. Che ruolo ha il padre di Light nella storia?

 

  1. Crede che il colpevole sia Elle
  2. Sa che il figlio è colpevole e lo copre
  3. Sa che il figlio è innocente e vuole scagionarlo
  4. Sa che il figlio è colpevole e vuole incastrarlo.

 

  1. Come si chiama lo Shinigami legato a Misa?

 

  1. Rem
  2. Sem
  3. Ryuk
  4. Ven

 

  1. Death Note è l’anime migliore di sempre?

 

  1. A
  2. Certo
  3. B

 

Avete risposto a tutte le domande? Vediamo insieme se siete dei veri esperti!

1)a
2)c
3)b
4)b
5)a
6)d
7)c
8)a
9) Sono tutte vere!

Vuoi uno Shinigami tutto tuo? Perché non comprare una action figure qui?
Per soli 10,99€ avrai un adorabile Ryuk tutto per te! Dovrai solo ricordarti di dargli il giusto quantitativo di mele… Ne è ghiotto!