Ricominciano i lavori contro il volere degli abitanti

All’inizio di questo mese sono ricominciati i lavori per la costruzione del sistema di comunicazione satellitare americano, nell’isola siciliana con esattezza a Nuscemi. Molti attivisti sono tornati, dopo molti scontri durante gli ultimi due anni, nuovamente sul piede di guerra, decisi a tentare di fermare l’edificazione di questo mostro di metallo. Si tratta infatti di un enorme antenna,  facente parte del sistema di comunicazioni MUOS. Quella che sta per essere terminata in Sicilia è la 4 antenna terrestre, con altrettanti satelliti mandati in orbita. Queste parabole giganti serviranno per facilitare la comunicazione e la raccolta dati delle truppe americane in giro per il mondo.

Le altre tre antenne si trovano in Australia, nel sud-est della Virginia negli Stati Uniti e alle Hawaii. La nostra antenna, la quarta, si trova vicino ad un centro abitato, a differenze delle altre che invece sorgono in mezzo al deserto e quindi ben lontane dalle persone. I lavori sono stati interrotti diverse volte, per vari accertamenti sulla possibilità che le antenna danneggiassero la salute dei cittadini e l’ambiente circostante, ma alla fine lo Stato si è messo dalla parte dei Marines e ha deciso di perseguire i lavori di costruzione. Questo anche sapendo, come accertato dall’università di Torino, che le radiazioni delle antenne possono provocare seri problemi alle persone che vivono in quelle zone.  Per fare un esempio, i cittadini sono esposti ad un rischio molto elevato di tumori, malformazione dei feti e leucemia sia per gli adulti che per i bambini. Ma questi, come al solito, riescono a diventare dettagli irrilevanti per le nostre istituzioni votate per rappresentarci.

Inoltre la stazione è stata costruita nel bel mezzo di un sughereto, che è una riserva protetta tutelata da norme paesaggistiche e di salvaguardia naturale. Ma nemmeno la distruzione della propria terra sembra aver fatto cambiare idea alle istituzioni locali, e a quelle nazionali quando interpellate. Un ulteriore rischio che potrebbe causare il raggio dell’antenna, è quello di disturbare i voli del vicino aeroporto civile di Catania. Infatti la forte frequenza delle onde potrebbero collidere con le comunicazioni tra piloti e torri di controllo.

Testimoni dell’altissima possibilità di malattia causato da queste enormi costruzioni i soldati italiani che per un periodo hanno pattugliato le antenne considerate zona militare. Uno di loro in particolare, Salvatore Ferlito, è attualmente malato di leucemia melodie cronica. Durante un intervista racconta che, durante i controlli vicino alle antenne, non gli era stato fornita nessuna protezione, e che vi erano già dei segnali visibili di qualcosa che non andava. Infatti, lui e i suoi colleghi, durante i pattugliamenti, avevano spesso la gola secca, capogiri e forti mal di testa. Inoltre notarono anche che gli uccelli che entravano nel perimetro delle antenne, rimanevano completamente storditi e cominciavano a volare in maniera confusa e irregolare.

Questa decisione di prosecuzione dei lavori arriva dopo tutto lo scandalo delle intercettazioni eseguite dagli americani in tutta l’Europa. Ma questo non sembra essere un dato rilevante,  dal momento che continuiamo a esaudire qualunque richiesta degli Stati Uniti.

Da sottolineare che l’Italia, e tutti i suoi rappresentanti, hanno sempre lasciato un enorme margine di manovra agli americani. Perfino quando le loro decisioni portano alla possibile morte dei nostri connazionali e alla distruzione del nostro bel paese, i nostri “rappresentati”, voltano la testa e annuiscono in silenzio.

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